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Frangar, non flectar

Locandina Frangar, non flectar 

Ho dedicato 'Frangar, non flectar' agli straordinari ritrovamenti umani e scultorei dell' area funeraria di 'Mont'e Prama', la cui complessa ricostruzione, dai primi clamorosi scavi del 1974 ( con la leale rivelazione dei due sbigottiti agricoltori Sisinnio Poddi e Giovanni Corrias ) ha generato una ipnotica semi-totalità, nel senso almeno ‘dell’integrità del messaggio’.

Fierezza etica e simbolica dei Giganti/Eroi appaiono di fascino immutato, rispetto alla estesa frantumazione/dispersione di busti, faretre, arti, teste…. !

Ogni pezzetto -catalogato in quarantasette anni dagli esperti più autorevoli- nasconde e sussurra anche frammenti di ‘pena’, ‘coraggio’, ‘sospiro’ : tasselli clamorosi di un puzzle antichissimo, da riassemblare con coraggio; forse apri-pista di una serie di ancor più grandi rivelazioni sul nostro remoto passato ?

 

Nella complessa strutturazione drammaturgica ho potuto beneficiare della più stretta e partecipe collaborazione della patrocinante amministrazione Comunale di Cabras (Sindaco e Assessore alla cultura in primis), e ricevuto il generoso ‘dono d’esperienza’ di grandi esperti che han dedicato vita e professione all’instancabile setaccio di analisi e reperti ( ringrazio tutti, di cuore) : per affidarci una o più ipotesi possibili su questo mistero ad oggi ancora dissepolto su poche decine di metri (ma quanti ettari ancora dormienti potrebbero fascinare il mondo ?)

E dunque, come affermano alcuni esperti storici : le popolazioni del Sinis davvero si incontrarono/scontrarono con i sempre più invasivi Fenici ? E dopo, rovinosamente, con i ben i più militarizzati Cartaginesi, chiamati a supporto dagli stessi Fenici ? Oppure, come ipotizza l’archeologo Alessandro Usai : ‘genti nuragiche del Sinis e Fenici forse si conobbero, ma non si scontrarono mai, poiché l’aggregazione Nuragica si dissolse -sia per l’esaurimento delle risorse che per la regressione-degenerazione delle sue ragioni fondanti- circa un secolo prima che i Fenici fossero in grado di costruire un nuovo ordine economico’’.

E le grandi statue che oggi ci affascinano ? Pugilatori ! Arcieri ! Guerrieri !

Ancora, gli storici ipotizzano che il grande sacrario fu distrutto dai Cartaginesi fra il 535 ed il 509 A.C.

Usai sostiene, invece che ‘le grandi statue furono fatte con materiale già particolarmente fragile, tenero, addirittura incisibile : dunque, col tempo, crollarono addirittura su se stesse’.

L’Archeologo Raimondo Zucca, invece, non esclude che furono i Fenici ed altre tribù Sarde a distruggere l’imponente complesso delle grandi statue, poichè in esse scorgevano una straordinaria ostentazione di potere di quel gruppo NURAGICO’.

E’ sempre Zucca a sbigottirci, parlando ‘di un evidente accanimento dei distruttori’ : addirittura ‘di occhi cavati’, ‘placche pettorali sbriciolate’, ‘fiamme slanciate sui colossi di arenaria’ !

 

In questo abbacinante caleidoscopio, per arrivare a una possibile (od impossibile?) verità su 'Mont' e Prama', mi sono allora affidato alla tensione poetica che, nel gesto drammaturgico, si fa ‘azione’ od ‘inazione’, verso, dialogo, silenzio : sempre inerente alle distinte riflessioni di chi ci ha aperto un mondo immerso e sconosciuto, denso di ‘sogni’, ‘speranze’, ‘consapevolezza’ : quella di non potere mai afferrare ‘la verità assoluta’ ( ? )

Pugilatori ! Arcieri ! Guerrieri ! Voi siete emersi da questa terra di noi tutti : ma soprattutto di chi l’ha coltivata, immaginata, seminata del suo maggiore ingegno, per riabbracciare un giorno ‘i corpi di memoria’.

Ci emozionaste : scrutandovi, curandovi, ‘immaginandovi per sempre in una vostra nuova casa’ (ed ora, finalmente!). Nei lunghi anni di confronto, inframezzati dall’emergenza sanitaria che ancora ci costringe a vite zoppicanti. Adesso noi proviamo a raccontare il vostro silenzio scalfito e potente. In cambio, ci sussurrerete il vostro più ermetico segreto ? Come si sopravvive alla follia degli anni e della guerra ? Ed alla tendenziale e folle auto-distruzione del pianeta ?

Eroi ? Giganti o custodi onorifici di giovani guerrieri ? Di semplici coraggiosi pescatori/contadini del grande svuotato Sinis ?

Da queste vostre incise rughe di arenaria; dalle ferite inferte o inflitte dai nemici; dal sogno-incubo inarrestabile del tempo; dai vostri monchi ma eretti frammenti : appesi ai neri ferri od al volere degli Dei…insegnateci l’umiltà, l’amore, la coerenza, l’appartenenza !

E a come si può sopravvivere ‘per sempre’ (nel nostro ‘sempre’, che è solo…un alito di cielo ) : SPEZZATI, mai PIEGATI.

 

Alessandro Arrabito Campus

 

 

 

 

 

PRODUZIONE

 

Progetto, Drammaturgia e Regia

Alessandro Arrabito Campus

 

Consulenza archeologica

Prof. Alessandro Usai ( Ipotesi 2 )

Prof. Raimondo Zucca ( Ipotesi 3)

 

Altri contributi scientifici

Dott.ssa. Carla Del Vais

Dott.ssa Alba Canu

Dott.ssa Valentina Leonelli

 

Citazioni poetiche in Sardo da :

AntoniMontesu e Peppino Mereu

 

Assistenza alla regia

Margherita Sotgiu

 

Segreteria Organizzativa di Casateatro 2007

Laura Seddone, Beatrice Monticelli

 

Grafica pubblicitaria e social

Damiano Sanna

 

Composizioni musicali ed ambient scenici

 

Daniele Barbato

 

 

 

Coreografie discena

 

Elena Repetti

 

Training ginnico

 

Marta Leporatti

 

 

 

Costumi ed accessori

 

Antonia Zidda, Gianna Manconi, Alla Zubko

 

Armi

 

Erwin Ibarra, Gavino Cadoni

 

Oggettistica

 

Luciano Sechi

 

 

 

Riprese

 

Enrico Costa (riprese da terra)

 

Cristian e Fabrizio Porcu (riprese col drone)

 

Montaggio globale

 

Enrico Costa

 

Trailer

 

Gianluca Razzauti

 

Fotografia di scena

 

Donato Tore

 

Trucco e body painting

 

Rita Ferruzzi

 

Service Audio-Luci

 

Cri-Service Nuoro

 

 

 

 

 

CAST ARTISTICO ( in ordine di apparizione )

 

Donna del presente Pinuccia Sechi

 

Ragazza del presente Elene Moledda

 

NarratoreAlessandro Arrabito Campus

 

Pad ed ambient elettronico : Daniele Barbato

Pianoforte : Manuele Pinna

Violini : Fiorenza Nieddu, Francesco Fadda (Scuola Civica Antonietta Chironi, Nuoro)

 

 

(Archeologi)/Donne del Sinis

 

Antonietta Bardi, Rina Crobeddu, Gianna Manconi, Giannina Marras, Giovanna Moro, Maria Laura Piras, Maria Nichino, Margherita Sotgiu, Antonia Zidda.

 

 

Sacerdote del Sinis    Marco Caramico

Capo Tribù Salvatore Scanu, Anna Pina Laria

Giganti di Mont’e Prama  Prospero Marini (Pugile) Antonello Marini (Arciere) Omero Pinna (Guerriero)

Guerrieri del Sinis

Roberto Virdis ( Primo Guerriero )

Davide Morette ( Secondo Guerriero )

Simone Ponchietti ( Terzo Guerriero)

Antongiulio Piras ( Quarto Guerriero )

 

Donna Fenicia Clara Farina

Scultore dell’Oriente Luciano Sechi

 

 

Un ringraziamento grande e collettivo a :

Tutti gli interpreti, tecnici, consulenti e collaboratori impegnati in questo appassionato progetto di ‘storia, scienza e fantasia’.

 

Un ringraziamento particolare a :

Andrea Abis ( Sindaco di Cabras )

Carlo Trincas (Assessore alla Cultura di Cabras )

Prof. Raimondo Zucca, Dott. Alessandro Usai

Dott.ssa. Carla Del Vais, Dott.ssa Alba Canu, Dott.ssa Valentina Leonelli

Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari

e le province di Oristano e Sud Sardegna.

Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città di Sassari ( Dott. Marras, Dott. Melosu )

Dott. Mario Pani ( Planarte Bosa )

Maestro Andrea Ivaldi ( Scuola Civica Antonietta Chironi, Nuoro )

Roberta Dore ( Selezionatrice musicisti )

Gianfranco Sotgia ( Ristorante S’Iscopalzu, Osidda )

Dott. Roberto Carrus ( Cooperativa Penisola del Sinis )

Antonio Fiorelli ( Ristorante Sa Nassa, Bosa )

Lella Corrias

Maria Ilaria Poddi